Biblioteca Libertaria Armando Borghi

Biblioteca libertaria fondata nel 1916 a Castel Bolognese

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Biblioteca Libertaria Armando Borghi

 

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“Fra Imola, socialista, e Faenza, repubblicana, Castel Bolognese era centro di anarchici”, scrive Armando Borghi rievocando nelle proprie memorie l’adolescenza trascorsa in questo paese di Romagna, dove era nato nel 1882 e dove, esattamente un secolo più tardi, militanti e studiosi lanciano l’iniziativa di un archivio, poi confluito in una biblioteca, intitolati a suo nome. Le prime tracce di una Biblioteca libertaria risalgono in realtà al 1916, fondata dal gruppo anarchico animato da Nello Garavini e attiva per tutto il “biennio rosso” fino all’avvento del fascismo. A distanza di oltre mezzo secolo, nel 1973, gli anziani militanti castellani già partecipi di questa prima esperienza (come Garavini, Aurelio Lolli e Giuseppe Santandrea) affiancati dalle nuove generazioni rilanciano un’analoga iniziativa: la nuova Biblioteca libertaria viene aperta a tutta la cittadinanza nei locali della Casa Armando Borghi. Nel gennaio 1982, militanti e studiosi libertari organizzano un Archivio intitolato proprio ad Armando Borghi, allo scopo di raccogliere gli scritti, editi e inediti, e tutto il materiale recuperabile attinente la figura dell’anarchico romagnolo. Infine, alcuni anni più tardi, la Biblioteca libertaria trova una nuova sistemazione e viene formalmente rifondata nelle vesti di società cooperativa, accogliendo anche quanto era stato raccolto dall’Archivio Borghi. Vengono intanto avviate le procedure informatizzate di catalogazione del materiale librario. La Biblioteca libertaria ha trovato oggi una nuova e stabile sistemazione in una sede con ingresso sotto i portici di via Emilia, nel centro storico di Castel Bolognese, ricevuta in dono alla morte di Aurelio Lolli. La nuova struttura è stata inaugurata il 25 novembre 2006. Curatore dell’istituto è Gianpiero Landi, affiancato da altri soci della cooperativa di cui è presidente Giordana Garavini; i rapporti nei confronti delle istituzioni locali sono regolati da una convenzione siglata con l’amministrazione comunale, la cui scadenza è fissata al 2020. Nel patrimonio della Biblioteca sono presenti diversi fondi di persone e organizzazioni, alcuni dei quali di una certa importanza e consistenza. Rilevante è in primo luogo l’Archivio Armando Borghi, che comprende volumi, fotografie, carteggi, manoscritti, copie di materiali ottenute grazie ad una politica di scambi con l’IISH di Amsterdam e documentazione di varia natura ricevuta in buona parte da militanti, studiosi, collaboratori e da amici e compagni dello stesso Borghi. Altri fondi sono quelli intitolati a Rosanna Ambrogetti e Franco Melandri, Luce e Luigi Fabbri, Nello Garavini, Domenico Girelli, Gianpiero Landi, Giuseppe Mascii, Emma Neri Garavini, Organizzazione anarchica forlivese (documenti degli anni ’60 e ’70), Leda Rafanelli, Maria Rossi Molaschi e Aldo Venturini (contenente anche manoscritti di Francesco Saverio Merlino). Da segnalare, inoltre, la notevole mole di materiali ricevuti in deposito ventennale dal Centro studi dell’abitare Oikos di Bologna, comprendenti libri, riviste e documentazione d’archivio appartenuti all’urbanista anarchico Carlo Doglio. La Biblioteca ha organizzato nel corso degli anni diverse attività di promozione culturale, sia in forma seminariale che di convegno, tra quest’ultimi, ad esempio, quelli dedicati alle figure di Andrea Caffi nel 1993 e di Francesco Saverio Merlino nel 2000. Al momento aperta per dodici ore settimanali, possiede circa 7.000 monografie, 800 testate di periodici, letteratura grigia, vario materiale sonoro e audiovisivo e una decina di fondi archivistici. Recentemente è entrata a far parte del Polo SBN romagnolo e del Catalogo italiano dei periodici ACNP, dove ha riversato le catalogazioni di buona parte dei propri titoli.

Testo dello Statuto della cooperativa libertaria Armando Borghi