Biblioteca Libertaria Armando Borghi

Biblioteca libertaria fondata nel 1916 a Castel Bolognese

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Le “Testimonianze” di Nello Garavini
Nato a Castel Bolognese nel 1899, Nello Garavini è stato sicuramente, a partire dalla prima giovinezza e fino alla sua scomparsa nel 1985, uno degli esponenti di maggior rilievo dell’anarchismo castellano. Cresciuto in una famiglia di anarchici – tali erano il padre Pietro detto Piràt e lo zio Antonio detto Ansena–, Nello con la propria personalità ha lasciato una forte impronta nel movimento libertario non solo locale, con un’influenza che per certi aspetti arriva fino ad oggi. Basti pensare alla Biblioteca Libertaria “Armando Borghi”, un’istituzione che svolge tuttora un’attività culturale e politica ormai ampiamente riconosciuta e apprezzata, che proprio a Garavini deve principalmente la propria nascita nel 1973. Anarchica fu anche la moglie Emma Neri, cesenate di origine, maestra elementare molto amata da generazioni di suoi allievi castellani. Emma condivise con Nello gli ideali e le traversie di una vita spesso tumultuosa, dati i tempi drammatici in cui la coppia si trovò a vivere, e rimase sempre al suo fianco anche nei momenti più difficili, compreso il periodo ventennale di esilio antifascista in Brasile, dal 1926 al 1947. La tradizione libertaria familiare è stata infine continuata dalla figlia Giordana, oggi ottuagenaria, attualmente Presidente della Cooperativa che gestisce la Biblioteca Borghi.
Negli ormai lontani anni Settanta del secolo scorso Nello Garavini scrisse un libro di memorie, lasciandolo poi il dattiloscritto in un cassetto e limitandosi a farlo leggere a pochi amici e compagni. A distanza di alcuni decenni dalla sua redazione, il libro è stato ora finalmente pubblicato, per i tipi della Casa Editrice La Mandragora di Imola.   Il titolo Testimonianze e il sottotitolo Anarchismo e antifascismo vissuti e visti da un angolo della Romagna sono quelli scelti a suo tempo dall’autore. Si tratta di un documento straordinario, scritto in uno stile piacevole e chiaro ma nondimeno espressivo, che si legge tutto di un fiato. Un testo che contribuisce all’approfondimento non solo della storia del movimento anarchico ma più in generale a quella dell’Italia del Novecento (e non solo, se si tiene presente il capitolo sul Brasile). L’esperienza di vita di Nello e della sua compagna di vita Emma è stata per certi versi unica, ma al tempo stesso presenta molti tratti comuni con le vicende biografiche di tanti altri anarchici e militanti del più vasto movimento sociale.
Si troveranno, in queste memorie, molti dei momenti più significativi – e spesso drammatici, quando non addirittura tragici – del secolo scorso, vissuti talvolta da testimoni ma più spesso da protagonisti appassionati e consapevoli. Il libro si apre con un capitolo dedicato a Castel Bolognese nel Risorgimento. Seguono due capitoli dedicati all’infanzia e all’adolescenza del narratore, con la  ricostruzione delle lotte sociali e politiche di fine Ottocento e di inizio Novecento su cui si innesta infine il moto insurrezionale della Settimana rossa del giugno 1914. Siamo certi che in particolare tutta questa parte iniziale del libro verrà molto apprezzata dai cultori di storia locale. Il quarto capitolo è dedicato alla Prima guerra mondiale con le sue inutili stragi, ma anche con il movimento dei disertori – molto diffuso nell’imolese e in altre località emiliano-romagnole – con il quale il giovanissimo Nello collaborerà strettamente, correndo notevoli rischi personali. In quegli anni, decisivi per la sua formazione, fonderà un Gruppo anarchico giovanile con un gruppo di amici suoi coetanei, dando inizio a un impegno duraturo e compiendo una scelta di vita a cui resterà poi fedele per tutto il resto della sua esistenza. Nel quinto capitolo si rievocano le agitazioni del 1919-1920, alle quali il narratore diede un notevole contributo sul piano locale. Le speranze rivoluzionarie del “biennio rosso” lasceranno ben presto campo alla controrivoluzione fascista, a cui gli anarchici – con Nello in prima fila tra loro – cercheranno di opporsi strenuamente ma invano. Le violenze fasciste colpiranno anche l’autore, che prima troverà rifugio provvisoriamente a Milano e poi nel 1926 preferirà espatriare con la moglie e la piccola figlia Giordana. Al periodo dell’esilio in Brasile, a Rio de Janeiro, è dedicato l’intero capitolo settimo. Il lettore vede ricostruita davanti ai suoi occhi una realtà nuova e stimolante, molto diversa dalla Romagna dei primi decenni del secolo. E’ un’esperienza da cui il narratore esce definitivamente sprovincializzato, divenendo un autentico cittadino del mondo. Nei limiti consentiti dalla situazione politica del Brasile, in un paese sottoposto dal 1930 alla dittatura di Getulio Vargas, prosegue l’attività politica di Nello e della moglie Emma, rivolta in particolare alla lotta contro il fascismo italiano. L’ottavo e ultimo capitolo è dedicato al ritorno in Italia nel 1947, dopo la sconfitta nazifascista nella Seconda guerra mondiale. I coniugi Garavini si ristabiliscono a Castel Bolognese e contribuiscono alla rinascita del locale gruppo anarchico, aderendo anche alla FAI (Federazione Anarchica Italiana) di cui resteranno militanti fino alla loro scomparsa. Il libro si chiude con la rinascita libertaria del 1968, che dopo i grigi anni del dopoguerra riempie di speranze e di entusiasmo il narratore. Garavini riporta episodi della contestazione studentesca e giovanile, e formula su quel fenomeno interessanti considerazioni. In effetti, si affaccia sulla scena della storia una nuova generazione, che spesso vorrà fare di testa sua e non terrà in alcun conto le lezioni che potrebbero fornirle le generazioni precedenti. L’autore di queste note, anch’egli appartenente alla generazione del ’68 e certo non immune in quegli anni giovanili e di formazione dalla presunzione e dall’arroganza tipiche dell’età, ha avuto la fortuna di incontrare e frequentare lungamente Nello e Emma Garavini, quando entrambi erano ormai al crepuscolo della loro esistenza. Solo col tempo l’allora giovane discepolo ha potuto misurare quanto positiva e profonda sia stata l’influenza di quella frequentazione per la propria crescita umana e politica. Oggi, tramite la lettura di questo libro di memorie, una traccia di quella lezione di vita e di pensiero è a disposizione di chiunque vi si voglia accostare con animo limpido e una mente scevra di pregiudizi.
Gianpiero Landi

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Gennaio 2012 13:20