Biblioteca Libertaria Armando Borghi

Biblioteca libertaria fondata nel 1916 a Castel Bolognese

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Biografie

 

Emma Neri Biografie di anarchiche e anarchici del territorio di Ravenna


La torre assassinata

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Dedicata a FRANCESCO SANTANDREA (Frazchì), per ringraziarlo di avermi mandato la foto della Piazza di Castel Bolognese, del tempo in cui non era stata distrutta (dai tedeschi) la Torre medioevale che rendeva pittoresca la piazza del piccolo borgo che mi vide nascere

 

Caro Frazchì, la "Torre" mi ridesta

la lieta età di quando dai voltoni

miravo in apprensione incerta, o in festa,

il cielo popolato di rondoni.

 

Fischi assordanti udivo in alto e intorno,

dai nidi de la Torre e sui piazzali,

sveglianti i castellani al far del giorno

e ricamando il ciel d'aperte ali.

 

Francesco, "Patria è il mondo", è un detto forte;

ma l'esperanto della fanciullezza

è un'antenna del cor fino alla morte:

un "bel" non nega il bel d'altra certezza.

 

E quella Torre nostra assassinata,

sai tu Frazchì cos'altro mi ridesta?

(nonna Luziina, anima beata,

me lo diceva, in pianto non in festa):

 

Fu accanto a lei che al tempo del Mastai,

la ghigliottina insanguinò il selciato...

Povera Torre, ell'ebbe i tristi guai

di segnar l'ora al boia del papato.

 

E' lì, ove cadde il grande Pirazzini

(il nome suo il giovine non sa!);

lì, quei Loyola, ignobili assassini,

credettero ammazzar la libertà.

 

ARMANDO BORGHI

Roma, 21-7-59

 

Emma Neri Lettera al padre

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Rio, 23/6/1931

 

Mio amatissimo babbo,

veramente non so potrà giungerti la presente … non avendomi data certezza del tuo arrivo a Parigi.

Nonostante l’incertezza invio questo foglietto a Dolores che te lo consegnerà e sarà il mio benvenuto a Parigi. Come va caro babbo? Veramente le tue lettere che non sono generalmente brevi non hanno mai potuto darmi notizie della vostra condizione precisa … Son morti tutti i generosi, gli ardimentosi, i sinceri? Noi seguiamo di qui col massimo interesse e con intensa attesa lo svolgersi degli avvenimenti! Ne abbiamo notizia dalla Francia col giornale “La Libertà”, dall’Argentina, da New York, da tutti gli stati dove esistono ancora italiani liberi come noi, insofferenti come noi della cieca e bieca malvagità di un partito di delinquenti. Son cinque anni che siamo partiti ma non ci siamo mai dimenticati un’ora sola di quel che avete dovuto soffrire voi, imbavagliati, istupiditi nell’abitudine quotidiana dell’ubbidienza che non trova consenso nella coscienza… inebetiti (non è forse vero?) e forse sfiduciati …E’ questo che io vorrei sapere di preciso, è questo che desidero tu mi scriva… La povera gente, voi tutti, che fate, che pensate …?

Conosciamo tutto: … le violenze … le barbare sentenze, il confino, tutto quel che di più feroce può servirsi un governo per reggersi … e abbiamo sentito fremer dentro lo sdegno, l’odio, il desiderio della fine.

Povero Gastone Sozzi!! Che fine immatura! Povero Schirru immolatosi eroicamente! Ma fino a quando, babbo, questa interminabile schiera di martiri? Io desidero che tu mi scriva a lungo e mi dica senza timore (qui non c’è la censura) tutto quello che sai della situazione (coi particolari).

Quando ritornerai in Italia potrai far scrivere a macchina qualche lettera d’informazione e senza firmarla spedircela a Rio. Anche se la censura la cogliesse, prima di uscire da Genova, a nessuno potrebbero attribuirla essendo scritta a macchina. Hai capito? Non dimenticarlo.

Io, come sai, sono insegnante alla Scuola Italiana dove per riflesso si fa della politica. Nonostante tutto questo, non ho piegato una sol volta, né disteso il braccio per il saluto romano. Sono cinque anni che sono insegnante qui e ne son venuti dei consoli e ambasciatori i quali scambiavano cogli altri maestri ed alunni il proverbiale saluto … ma io no. Un cenno della testa o una stretta di mano. Giorni fa mi sono rifiutata davanti agli alunni d’accettare l’invito di recarmi ad un film cinematografico di S.E. [sua eccellenza] Balbo con la crociera aerea. L’imposizione del direttore era insolita ed io risposi che non era uno dei miei doveri aggiungendo poi che si vergognasse lui, un voltafaccia, che aveva un fratello esiliato dal fascismo a Buenos Aires. Il Direttore ha fatto naturalmente rapporto ed io sono stata chiamata al Consiglio. Mi sono presentata ieri l’altro dunque a questo tribunale speciale!!! I consiglieri, tutta gente che mi conosce nella scuola come una brava insegnante, il presidente, un timido vigliacco che non mi ha mai guardata in faccia …e il segretario, un ghigno di agente provocatore, l’unico forse intenzionato a nuocermi.

Presidente: Lei signora Garavini avrebbe giorni addietro rifiutato un invito e mancato di rispetto al Direttore.

Emma: Nego di aver mancato di rispetto al mio superiore perchè sono una persona educata anche verso chi non lo è ma aggiungo che un invito, poiché è tale, si può accettare o respingere liberamente.

Presidente: Ma lei avrebbe risposto che si rifiutava assolutamente.

Emma: Rifiutavo perché non credo che andare al cinema o alla messa faccia parte dei miei doveri scolastici.

Presidente: Ma lei capisce che il Console o l’Ambasciatore possono dare ordine alle maestre di prendere parte cogli alunni a feste patriottiche … e allora … lei …

Emma: Allorchè mi avranno dimostrato che c’è qualche articolo dello Statuto della Società che obbliga le maestre a questo …

Presidente: Insiste allora.

Presidente: Passiamo al secondo punto: Avrebbe Lei signora Garavini detto che non alzerà mai il braccio in atto di saluto …

Emma: Nego di averlo detto ma aggiungo (che secondo me) la scuola dovrebbe essere apolitica, se non altro per rispettare la libertà dei genitori degli alunni che potrebbero avere opinioni diverse dalle loro …

Un consigliere fascista (nervosissimo): Questa poi!!

Il segretario provocatore: Allora lei si rifiuta di fare il saluto?

Emma: Non è cosa che la riguardi … Svolgo il programma e sono perfettamente in regola coi miei doveri.

Presidente: C’è nessun consigliere [che abbia] nulla da aggiungere?

No.

Presidente: Allora Signora Garavini…

Emma: E’ solamente di questo che mi si accusa?

Presidente: Soltanto … può andare.

Emma: Un momento: desidererei conoscere il risultato di questo.

Presidente e Segretario: Lo comunicheremo per iscritto.

Emma: Va bene, perché io ho naturalmente i miei diritti e i miei interessi da tutelare. Buona sera.

Si chiude il sipario.

 

Il consiglio che non si attendeva resistenza da parte mia è rimasto sbalordito degli argomenti schiaccianti e ha deliberato 10 giorni di sospensione dalla scuola e stipendio.

Ti ho riassunto brevemente l’interrogatorio, ma forse avrò detto di più … Ti basti sapere che non ho mai provato in vita mia maggior soddisfazione di questa.

Loro sanno che siamo in Brasile e che dentro la Scuola Italiana non potrebbero insegnare tanto fascismo.

Ad ogni modo qualunque cosa possa avvenire in seguito non mi impensierisco, poiché lezioni non mi mancheranno certamente e adesso spero anche che finisca realmente questo regime di vigliacchi … e allora …

E così, caro babbo mio, anche lontana non dimentico il mio dovere … di umanità …

Se andrai a Castello racconterai questo episodio e così Rosina starà allegra. Dille però che non corriamo nessun pericolo, né nulla, affinché non si metta stupide preoccupazioni a nostro riguardo.

In attesa di avvenimenti decisivi … un abbraccio da Nello e W la Repubblica Sociale o meglio Il sole dell’avvenire!

Giordana è rivoluzionaria e solidale con sua madre e non alza il braccio e dice della gatta alla maestra che vorrebbe farglielo fare.

Saluti carissimi a Dolores e famiglia e un abbracciane a te.

Tua Emma